Perchè una scuola dei beni comuni?

La recente crisi economica e il calo delle risorse pubbliche hanno generato un crescente numero di aree, spazi pubblici ed edifici in stato di abbandono o sottoutilizzo. Questi beni attualmente rischiano di produrre costi per la collettività e situazioni di degrado.

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Ma se la comunità locale si assume la responsabilità del loro recupero e poi della loro gestione, essi diventano “beni comuni”, di cui tutta la comunità può tornare a godere. Non stupisce quindi che il tema dei beni comuni sia sempre più sentito. Migliaia di persone, in tutta Italia, si prendono regolarmente cura dei beni comuni presenti sul proprio territorio: piazze, strade, scuole, giardini e beni culturali… Sono i cittadini attivi, a cui si rivolge il lavoro di Labsus e per i quali è stato pensato e promosso il “Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazioni comunali per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani”, uno strumento già adottato in tanti comuni italiani.

Ma affinché questi beni “rigenerati” possano continuare a vivere è necessario un progetto per una gestione economicamente sostenibile e rispettosa delle caratteristiche di questi “beni di comunità”, ossia in grado di produrre sviluppo economico e concrete opportunità di lavoro. Euricse si occupa da anni di questi temi dal punto di vista delle forme organizzative e imprenditoriali più adatte alla gestione dei beni comuni, come dimostra ad esempio il filone di ricerca avviato dall’Istituto sulle imprese di comunità. La partnership tra Euricse, Labsus e l’Università di Trento consente di mettere a frutto le ricerche, le conoscenze e le reti di relazioni necessarie per la creazione di una Scuola in cui formare professionisti competenti nella gestione condivisa dei beni comuni, coinvolgendo la comunità locale, valorizzandone le potenzialità ed evitando ogni tipo di speculazione.

A chi si rivolge?

I destinatari dell’attività formativa saranno professionisti, imprenditori (for profit e nonprofit), appartenenti ad associazioni e organizzazioni del Terzo Settore, amministratori locali (sia eletti sia funzionari).
La Scuola si propone di formare due tipologie di professionisti:

Funzionari

Funzionari degli enti locali, capaci di interagire positivamente con i cittadini attivi nell’ambito del modello dell’amministrazione condivisa, al fine di favorire la cura condivisa dei beni comuni materiali e immateriali presenti sul territorio.

Professionisti

Professionisti, capaci di gestire in modo economicamente sostenibile i beni comuni, creando opportunità di sviluppo e benessere a favore di tutta la comunità di riferimento.

Come opera?

L’offerta formativa della Scuola si comporrà di più percorsi, di diversa durata e argomento. Cifra comune sarà l’abbinamento dell’apprendimento teorico con strumenti e metodi operativi. L’intervento di studiosi ed espertisarà affiancato da laboratori, esercitazioni e lavori di gruppo, il tutto conil supporto di tutor appositamente formati, di tecnologie digitali e visite studio sul campo.
L’attività formativa alternerà moduli di due o più giornate in presenza a periodi di formazione a distanza (soprattutto per occasioni di approfondimento e aggiornamento continuo). Un obiettivo importante sarà valorizzare il ruolo attivo dei partecipanti, sia creando occasioni di confronto per apprendere dalle differenze (per esempio: funzionari con cittadini; eletti con funzionari; imprenditori con dirigenti del Terzo Settore; esperienze nord-sud ecc.); sia promuovendo la realizzazione di project work in cui applicare alla propria esperienza di beni comuni quanto appreso in aula.
Il metodo proposto è dunque di tipo riflessivo: siamo infatti convinti che le soluzioni innovative emergano dal confronto delle esperienze, dalle lezioni degli esperti e, soprattutto, dal poter sperimentare attivamente le proprie capacità. La SIBEC vuole essere un luogo di apprendimento e al tempo stesso di sperimentazione.

2016 il primo corso SIBEC

I temi affrontati

La definizione del concetto di “beni comuni”, lo scambio delle esperienze riguardanti la loro cura e gestione, la diffusione di competenze tecniche di tipo giuridico, amministrativo, gestionale e organizzativo nonché la promozione di conoscenze trasversali quali leadership, comunicazione e mediazione sono solo alcuni dei temi che verranno approfonditi in occasione dei corsi di formazione.

Il corso base

Il primo di questi corsi è un “corso base” la cui prima edizione si svolgerà nel 2016. Il corso è articolato in quattro moduli che si svolgeranno in altrettante città italiane, per consentire ai partecipanti di entrare a diretto contatto con una varietà di contesti ed esperienze la cui esplorazione diverrà parte integrante del
percorso formativo.

Sfoglia la brochure del corso, oppure fai clic per scaricare il PDF

I tutor del corso

Al di là dei temi discussi nei vari moduli del corso, il laboratorio formativo aiuterà i partecipanti a capire e valutare tutte le diverse competenze necessarie per essere agenti di sviluppo in una comunità. SIBEC è lieta di collaborare su questi aspetti con DOF Consulting, Cooperativa Sociale ITACA e Il collettivo DMAV (Dalla maschera al volto) che si occuperanno del tutoraggio durante il percorso formativo, aiutando i partecipanti a perfezionare le proprie competenze individuali applicando lo strumento The Village all’interno dei moduli e con il project work tra un modulo e l’altro.

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Al di là dei temi discussi nei vari moduli del corso, il laboratorio formativo aiuterà i partecipanti a capire e valutare tutte le diverse competenze necessarie per essere agenti di sviluppo in una comunità. SIBEC è lieta di collaborare su questi aspetti con DOF Consulting, Cooperativa Sociale ITACA e il collettivo DMAV (Dalla maschera al volto) che si occuperanno del tutoraggio durante il percorso formativo, aiutando i partecipanti a perfezionare le proprie competenze individuali applicando lo strumento The Village all’interno dei moduli e con il project work tra un modulo e l’altro.

 


 

The Village: il gioco per lo sviluppo del talento e delle comunità sociali

The Village nasce dalla collaborazione fra DOF Consulting e Cooperativa Sociale Itaca. The Village è uno strumento per lavorare sullo sviluppo delle competenze sociali attraverso la dimensione del gioco e 15 Figure che rimandano alla metafora della comunità come “villaggio”. Dal 2009 la performance di The Village è stata portata in molte città italiane creando grandi eventi di comunità e di sviluppo delle risorse sociali. 

Con The Village puoi:

  • riflettere e lavorare sulle tue caratteristiche personali in termini di punti di forza e aree di sviluppo
  • immaginare visioni di crescita per te stesso e gli altri attraverso il potere della narrazione 
  • aiutare il gruppo di persone con cui lavori a raggiungere un miglior equilibrio interno
  • facilitare processi di sviluppo sociale in contesti diversi (una comunità, un team di lavoro, un’organizzazione, un’aula, una squadra sportiva)
  • progettare percorsi di sviluppo delle competenze sociali all’interno di un gruppo, un’organizzazione, una comunità.

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DOF consulting

Dof nasce nel 1997 come società di consulenza e formazione, ma anche gruppo di ricerca e di sperimentazione creativa.  

Tra i suoi progetti principali:

  • Realizzazione di percorsi di people management and development per aziende pubbliche e private a livello internazionale
  • Progettazione e sperimentazione di strumenti innovativi innovativi di apprendimento tra cui The Village, il gioco per lo sviluppo del talento 
  • Creazione della SPC – Scuola di Process Counseling per la formazione di counselor, coach e trainer
  • Produzione del collettivo artistico DMAV_Social Art Ensemble
  • Co-fondazione del movimento CHANGE_community model per lo sviluppo delle comunità e la sperimentazione dei processi di partecipazione e facilitazione

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ITACA

Itaca Società Cooperativa Sociale ONLUS è un’organizzazione non-profit, nata il 29 giugno 1992. È una cooperativa sociale di tipo A, ed impiega circa 1500 persone (di cui l’83% sono donne). Ha la sua sede centrale a Pordenone, ma copre con i suoi servizi una vasta area che comprende tutto il Friuli Venezia Giulia, parte del Veneto e del Trentino Alto Adige. Ad oggi lavora nel settore residenziale e domiciliare anziani, nell’area della disabilità, con servizi residenziali e semiresidenziali, nell’area minori-politiche giovanili e nell’area della salute mentale. A questo affianca anche servizi di progettazione e formazione sui temi dello sviluppo delle competenze professionali e sociali, dell’innovazione sociale e dello sviluppo di comunità.

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DMAV social art ensemble

Il collettivo DMAV (Dalla maschera al volto) crea in tutta Italia progetti di arte sociale, per far emergere i messaggi e le risorse profonde delle comunità. E’ un viaggio collettivo, spazio di incontro di mondi possibili, di esperienze, di sogni e di visioni, di azioni e di intenzioni.

DMAV crea installazioni ed eventi di agitazione empatica, narrativa e visuale, in spazi possibili e impossibili: dai luoghi dell’apprendimento ai teatri, dalle fabbriche ai parchi urbani, dagli ospedali ai musei e alle gallerie. Ogni volta che uno spazio acquista nuovi significati per una comunità per DMAV c’è l’occasione di creare un ancoraggio di bellezza che sveli un futuro possibile, una linea di contatto. 

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Iscriviti

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Massimo di 25 partecipanti, selezionati sulla base del curriculum.

Data chiusura domande d’iscrizioni:
20 febbraio 2016

Conferma delle selezioni:
23 febbraio 2016

Quota di iscrizione:
€ 1.500 + iva
Include la frequenza completa ai quattro moduli del corso, escluse le spese di viaggio e alloggio.

Promotori

euricse

Euricse – European Research Institute on Cooperative and Social Enterprises – promuove la conoscenza e l’innovazione nell’ambito delle imprese cooperative e sociali e delle altre organizzazioni nonprofit di carattere produttivo. L’Istituto intende approfondire il ruolo di questi soggetti e il loro impatto sullo sviluppo economico e sociale, accompagnandone la crescita e migliorandone l’efficacia.
Attraverso attività di ricerca teorica e applicata, di formazione e di consulenza realizzate con il coinvolgimento della comunità scientifica e degli operatori del settore, Euricse affronta temi di rilevanza nazionale e internazionale ispirandosi a principi di apertura e di collaborazione.
Per maggiori informazioni: www.euricse.eu

labs

Labsus – Laboratorio per la sussidiarietà – è un’associazione culturale, nata nel 2005 con l’obiettivo di diffondere un nuovo modello di società basato sul principio di sussidiarietà orizzontale (art. 118, ultimo comma della Costituzione). Esso è animato da volontari e studiosi che quotidianamente elaborano idee e raccolgono esperienze e documenti per consolidare l’amministrazione condivisa, un modello di amministrazione fondato sull’alleanza fra cittadini e amministrazioni per la cura condivisa dei beni comuni. Dal 2014 Labsus promuove a livello nazionale il primo regolamento sull’amministrazione condivisa dei beni comuni, che ha ideato e realizzato insieme con l’amministrazione del Comune di Bologna e che è stato già adottato da 60 Comuni in tutta Italia ed è in corso di adozione da parte di altri 80. Questo regolamento costituisce la prima “traduzione” del principio costituzionale di sussidiarietà in disposizioni di livello amministrativo, che gli enti locali e i cittadini possono utilizzare per instaurare Patti di collaborazione nella cura dei beni comuni. Per maggiori informazioni: www.labsus.org

unitn

L’Università degli Studi di Trento – secondo le ultime indagini di CENSIS – Repubblica, è considerata tra i migliori atenei d’Italia per la qualità della didattica, i servizi offerti e per la forte propensione internazionale dei propri corsi di studio. In particolare può oggi contare su un corpo docente eterogeneo e qualificato, dove spiccano eccellenze nazionali e internazionali nel settore degli studi cooperativi, della gestione d’impresa e del nonprofit.
Per maggiori informazioni: www.unitn.it

Manutenzione e sostenibilità

IV modulo
Manutenzione e sostenibilità
9-11 Giugno | Lecce
A cura di Gianluca Salvatori con la partecipazione di Marco Tognetti e Pasquale Bonasora

Sviluppo del Modulo

Il modulo sarà dedicato all’approfondimento sugli strumenti necessari alla progettazione e pianificazione di una gestione economicamente sostenibile di beni condivisi, come sono appunto i beni comuni. Alle classiche tecniche di costruzione di business plan e business model, si affiancheranno specifici approfondimenti sulle strategie di progettazione multiattoriale necessarie per assicurare tanto le risorse quanto il governo e la manutenzione dei processi decisionali e delle relazioni interne alla comunità di riferimento. L’approfondimento degli aspetti gestionali, organizzativi, finanziari e amministrativi dovrà essere calibrato ed equilibrato con le necessarie riflessioni sulla leadership e sull’engagement delle reti attivate, in una sorta di “educazione all’imprenditorialità condivisa”, un allenamento allo sguardo sul lungo periodo che farà da sfondo a tutto il modulo.

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Governance e modelli organizzativi

III modulo
Governance e modelli organizzativi
12-14 Maggio | Firenze
A cura di Carlo Borzaga con la partecipazione di Flaviano Zandonai e Rossana Caselli

Sviluppo del Modulo

In questo modulo ci si attende di riuscire a dare gli strumenti minimi necessari per una gestione dei beni comuni al tempo stesso economicamente sostenibile, produttiva di opportunità di lavoro, ma rispettosa della loro peculiare caratteristica di beni condivisi, il cui sviluppo deve sempre essere nell’interesse generale. Tali strumenti devono declinarsi in concrete forme organizzative, delle quali comprendere punti di forza e debolezza, opportunità e limiti. Ovviamente ogni forma organizzativa non può prescindere da specifici modelli di governance in grado di regolare ruoli, procedure, responsabilità e processi decisionali. Abbinare conoscenze giuridiche-amministrative con capacità imprenditoriali e manageriali rispettando la vocazione dei beni comuni sarà la sfida principale di questa tappa.

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Riconoscere e attivare le risorse

II modulo
Riconoscere e attivare le risorse
7-9 Aprile | Caserta
A cura di Carlo Borgomeo con la partecipazione di Daniela Ciaffi e Raffaele Zito

Sviluppo del Modulo

Obiettivo del modulo sarà comprendere quali sono i “vantaggi competitivi” dei beni comuni. Per fare questo sarà necessario individuare e mappare le possibili fonti di finanziamento, nonché comprendere come individuare, attivare e gestire le risorse già presenti nella comunità di riferimento. Si comprende come, in questo modo il cosiddetto “lavoro di comunità” debba trovare concreta applicazione sia nei processi tradizionali di fund-raising, sia in innovative azioni di scouting e coinvolgimento di risorse presenti ma celate nel territorio in cui si opera.

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Beni comuni e società della condivisione

I modulo
Beni comuni e società della condivisione
3-5 Marzo | Milano
A cura di Gregorio Arena con la partecipazione di Carolina Pacchi e Francesca Santaniello

Sviluppo del Modulo

Approfondire il perché (contesto ed evoluzione), il cosa (definizione di bene comune), il chi (i soggetti e gli interessi coinvolti, le mediazioni) e il come (quali strumenti di relazione tra pubblico e privato sociale) dei beni comuni. Una loro definizione teorica in grado di fornire un nuovo paradigma attraverso cui comprendere gli aspetti legislativi, storici, sociologici ed economici del fenomeno. L’obiettivo è capire come utilizzare i principi dell’amministrazione condivisa per innovare il rapporto tra cittadini e istituzioni, sbloccando e favorendo quelle procedure di contrattazione che possano aiutarci nella ricerca di uno sviluppo locale al contempo sostenibile e inclusivo.

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